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 Lettera al Comune, disagio sociale

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AutoreMessaggio
Circolo Nerone-Apecchio
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MessaggioTitolo: Lettera al Comune, disagio sociale   Gio Set 03, 2009 8:52 am

Al Sign. Sindaco del Comune di Apecchio
all'Assessore alla Sanità
e p.c. ai consiglieri comunali


Giovedì 3 settembre 2009


Oggetto; disagio sociale

In seguito a spiacevoli e ripetute scene di disagio sociale avvenute pubblicamente nel nostro paese molto di recente, si invita l'Amministrazione ad agire con i servizi sociali per mettere termine a queste situazioni negative per la collettività e per le persone che versano purtroppo in queste condizioni di abbandono.

Le procedure e le normative da usare in tali casi non mancano.

La dignità delle persone disagiate ed un minimo di decenza pubblica sono cose che ogni Amministrazione dovrebbe perseguire fino all'ultimo e con qualsiasi mezzo.


Cordiali saluti


Giacomo Rossi
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Gio Set 03, 2009 9:49 am

RIGUARDO ALLA DISCUSSIONE SUL TSO DI IERI SERA:


Il T.S.O. (Trattamento Sanitario Obbligatorio) 蠍 un provvedimento emanato dal Sindaco che dispone che una persona sia sottoposta a cure psichiatriche contro la sua volontଠnormalmente attraverso il ricovero presso i reparti di psichiatria degli ospedali generali (SPDC - Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura).

In alcune zone del nostro paese 蠵so consolidato attuare il TSO, oltre che nei reparti psichiatrici, anche presso il domicilio della persona. Ma in linea generale e nella stragrande maggioranza dei casi, il provvedimento di TSO si risolve nell'accompagnamento coatto, tramite i vigili urbani, presso i reparti psichiatrici.

La legge regola due istituti di coercizione: l'A.S.O. (accertamento sanitario obbligatorio) e il T.S.O. (trattamento sanitario obbligatorio).

Il Sindaco pu��anare l'ordinanza di TSO nei confronti di un libero cittadino solo in presenza di due certificazioni mediche che attestino che: 1. la persona si trova in una situazione di alterazione tale da necessitare urgenti interventi terapeutici; 2. gli interventi proposti vengono rifiutati; 3. non 蠰ossibile adottare tempestive misure extraospedaliere.

Le tre condizioni di cui sopra devono essere presenti contemporaneamente e devono essere certificate da un primo medico (che pu��sere il medico di famiglia, ma anche un qualsiasi esercente la professione medica) e convalidate da un secondo medico che deve appartenere alla struttura pubblica. La legge non prevede che i due medici debbano essere psichiatri.

Le certificazioni oltre a contenere l'attestazione delle condizioni che giustificano la proposta di TSO, devono essere motivate nella situazione concreta. In altre parole non dovrebbero essere ammesse certificazioni che si limitano alla mera enunciazione delle tre condizioni, n頴antomeno prestampati. Cos젣ome non dovrebbero essere prese in considerazione certificazioni che si limitano alla sola indicazione della diagnosi. In realtࠬ'uso di prestampati 蠵na prassi comune accettata dai sindaci e dai giudici tutelari che dovrebbero vigilare sul rispetto delle procedure e delle garanzie previste dalla legge. (Nella sezione sentenze trovate alcune decisioni della magistratura che ratificano l'obbligo di motivare i TSO in maniera sostanziale e non meramente formale).

Ricevute le certificazioni mediche, il sindaco ha 48 ore per disporre, tramite un'ordinanza, il trattamento sanitario obbligatorio facendo accompagnare la persona dai vigili urbani presso un reparto psichiatrico di diagnosi e cura (SPDC). In genere il reparto 蠳celto secondo la disponibilitࠤei posti, ma in teoria la legge fornisce il diritto alla persona di scegliere il reparto dove essere ricoverati. Va sottolineato comunque che il TSO pu��sere realizzato solo in questi reparti. Qualsiasi altro ricovero in una qualsiasi altra struttura psichiatrica o sociale, indipendentemente dalle modalitࠣon cui avviene, 蠤a considerarsi sempre ricovero volontario. Nessuno pu��sere trattenuto contro la sua volontࠍ presso nessuna di queste strutture e, in SPDC, ci��possibile solo in presenza di un provvedimento di TSO.

Un capitolo importante in questa fase, non ancora approfondito e affrontato dal movimento antipsichiatrico, 蠱uello della notifica del TSO a chi vi 蠍 sottoposto. In altre parole, come fa un cittadino a difendersi legalmente rispetto ad un atto di cui non 蠡 conoscenza? E ancora, come si fa a sapere quando si 蠯bbligati alle cure e quando invece abbiamo ogni diritto legale di rifiutarle? In genere le persone si orientano a naso nelle situazioni. Se si 蠦uori, 蠬a presenza dei vigili urbani che ci fa supporre di essere in TSO; se si 蠧i࠲icoverati, volontari o meno, ci si fa capire subito che non abbiamo alcun diritto e dobbiamo sottostare alle cure senza avere possibilitࠤi andarcene o di rifiutarle.

La notifica del provvedimento va richiesta nel momento in cui qualcuno ci impone di seguirlo, di assumere una terapia, di entrare in un reparto. In assenza di tale provvedimento, infatti, ogni azione di coazione nei nostri confronti pu��sere denunciata come reato penale. Restano fuori le situazioni in cui pu�� essere invocato l'art. 56 del codice penale sullo stato di necessitࠍ ("non 蠰unibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o d altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo). Negli altri casi possono ravvisarsi gli estremi di violenza privata, sequestro di persona...

Pur se la legge non dispone esplicitamente l'obbligo di tale notifica, lo stesso 蠣onnaturato alla natura stessa del provvedimento. Il TSO infatti 蠵n provvedimento di limitazione della libert࠰ersonale (necessita infatti, come vedremo, della convalida dell'autoritࠧiudiziaria) e ha la forma giuridica dell'ordinanza sindacale che, come sappiamo, acquista efficacia in ragione della notifica ai soggetti interessati (si pensi alle ordinanze di sgombero....). Ciononostante non ci risulta che tale obbligo venga soddisfatto da nessuno dei Sindaci italiani che emanano provvedimenti di TSO. Da qui la campagna del Comitato d'Iniziativa Antipsichiatrica che rivendica, fra gli altri, il diritto alla notifica del TSO a chi vi 蠍 sottoposto.

Una volta che il sindaco ha emanato il provvedimento di TSO, e esso ci è stato notificato, possiamo essere condotti presso uno dei reparti di psichiatria (SPDC - servizio psichiatrico diagnosi e cura) funzionanti presso gli ospedali generali. In nessun caso possiamo essere condotti contro la nostra volontà in altre strutture psichiatriche sia pubbliche che private (reparti universitari, comunità alloggio, Comunità etc.).

Il Sindaco ha l'obbligo di inviare il provvedimento di TSO al Giudice Tutelare (entro le 48 ore successive al ricovero) per la necessaria convalida. Il Giudice Tutelare, assunte le informazioni del caso, convalida il provvedimento entro le 48 ore successive. La mancata convalida da parte del Giudice Tutelare del provvedimento fa decadere automaticamente il TSO.

L'esperienza maturata negli anni ci dice che il Giudice Tutelare raramente esercita la sua funzione di controllo sui TSO. In genere si limita ad un controllo "formale", verificando se la documentazione è completa e se sono stati rispettati i tempi di notifica del provvedimento etc. In realtà detto controllo potrebbe avere effetti più incisivi se i Giudici Tutelari esercitassero concretamente i loro poteri di convalida (vedi a proposito la sentenza del pretore di torino).

Una volta ricoverati in TSO presso il servizio psichiatrico i nostri diritti (primo fra tutti quello alla libertà di movimento e di scelta) vengono limitati e siamo obbligati a subire gli interventi degli operatori del reparto.Anche in questa situazione di coazione manteniamo una serie di diritti inalienabili.

1) Possiamo fare ricorso al Sindaco contro il TSO. Questa possibilità, oltre che all'interessato, è allargata a "chiunque vi abbia interesse" (quindi anche amici, familiari, associazioni...). Il Sindaco deve rispondere entro 10 giorni. Fatto paradossale se si pensa che il TSO dura di norma 7 (sette) giorni, eventualmente prorogabili di 7 giorni in 7 giorni. Se presentiamo ricorso entro le 48 ore successive al ricovero, è conveniente mandarne copia al Giudice Tutelare per attivarne l'azione di controllo. In caso di risposta negativa, il ricoverato può presentare richiesta di revoca direttamente al Tribunale, chiedendo al contempo la sospensione immediata del TSO e delegando una persona di sua fiducia per rappresentarlo in giudizio davanti al Tribunale.

2) Seppure non possiamo rifiutare le cure, abbiamo senzaltro diritto di essere informati sulle terapie che ci sono somministrate e di poter scegliere su un ventaglio di proposte diverse. In ogni caso, è conveniente, ove le terapie somministrateci ci risultino particolarmente invasive, presentare al responsabile del reparto una dichiarazione di diffida ai sanitari rispetto alla somministrazione di terapie che si ritengano lesive, chiedendo che venga inserita nella nostra cartella clinica.

3) Anche se ci viene fatto credere il contrario, il TSO non giustifica la contenzione o la violenza fisica ai danni di chi vi è sottoposto. L'uso della forza deve essere sempre legato alle esigenze terapeutiche e non travalicare il rispetto della dignità e dell'integrità fisica della persona. Non è quindi legalmente ammissibile l'uso punitivo della contenzione, le violenze fisiche e verbali degli infermieri, l'essere legati per un periodo superiore a quello necessario alla somministrazione di una terapia... Queste situazioni vanno e possono essere denunciate alla magistratura.

4) Abbiamo diritto di comunicare con chi riteniamo opportuno. In questo senso non è ammissibile una selezione da parte del personale dei soggetti autorizzati a entrare in contatto con noi. Ciò è molto importante perché gli operatori tendono a limitare l'accesso a coloro che possono darci una mano a praticare i nostri diritti. In questo senso è importante per coloro che sono a rischio di TSO rivolgersi alla sede di telefono viola più vicina e sottoscrivere la Procura contro i trattamenti psichiatrici coatti e l'elettroshock. La procura è un atto con il quale affermiamo le nostre volontà rispetto alle cure psichiatriche e diamo mandato ai soci del Telefono Viola di farle valere.

Il TSO, come abbiamo detto, ha la durata di 7 giorni. Alla scadenza il responsabile del reparto deve comunicare al Sindaco se ritiene necessario prorogare il trattamento obbligatorio. In caso contrario la persona viene dimessa, oppure il suo ricovero viene trasformato in 'volontario'.

La proroga del TSO avviene attraverso tutti i passaggi di cui abbiamo già parlato (ordinanza del sindaco, convalida del giudice tutelare). Anche nel caso di proroga, va richiesta la notifica per evitare di rimanere rinchiusi in reparto pur risultando formalmente volontari.

Aldilà di quello che ci lasciano a volte credere, nessuno 'firma' per la nostra scarcerazione, né è necessario che qualcuno ci accompagni o si prenda la 'responsabilità' per noi. Chi viene ricoverato (o si ricovera) in psichiatria non è una persona incapace e interdetta, per cui mantiene tutti i diritti e doveri di qualsiasi altro utente della struttura sanitaria. Una volta venuto meno il TSO, per scadenza dei termini, revoca o altro, possiamo chiedere di essere dimessi in ogni momento e tale richiesta non può essere disattesa senza integrare gli estremi di reato del sequestro di persona.

Per le strategie, i moduli e le prassi di autodifesa vedi la sezione come difendersi.
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Gio Set 03, 2009 12:50 pm

Cos'è successo di preciso? Qualcuno c'era?
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Gio Set 03, 2009 2:50 pm

Il TSO è uno degli eventi più spiacevoli a cui mi capita di prendere parte. Effettivamente la norma appare complessa (vedi la brillante e precisa spiegazione di Xetrix) e nella sua intierezza difficilmente applicabile, specie per quanto riguarda il pz che 1) non conosce e comunque non è in cndizione di poter far rispettare i suoi diritti 2) la stragrande maggioranza di questi pz sono scarsamente o per nulla seguiti dai familiari o da associazioni varie. Certo il TSO non potrà mai essere, almeno per quanto mi riguarda, un metodo per "sistemare" alcune situazioni igieniche o di non meglio precisata turbativa della quiete pubblica, ma un metodo per curare chi in un determinato periodo della sua vita versa in situazioni pericolose per la propria e l'altrui salute, per lo più si tratta di questioni psichiatriche e devo dire che quasi sempre sono situazioni totalmente o parzialmente irreversibili, nel senso che il TSO non fa altro che spostare una settimana più in là i problemi che gravano su quella persona e sulla sua famiglia.
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Gio Set 03, 2009 3:48 pm

Va bene ma è possibile che nessuno prenda dei provvedimenti?
Possibile che ci sono persone che da anni versano in stato di totale abbandono nel nostro paese e chi amministra, non fa nulla per risolvere queste situazioni?


Quindi l'abbandono di queste persone da meno è l'ultima ed unica soluzione?



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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Gio Set 03, 2009 4:41 pm

è stato fatto, il 10 agosto mi sono imbattuta davanti casa di Mauizio (del "mammì-jeff"), i carabinieri l'assitente sociale e l'ambulanza stavano cercando,credo, di portarlo via, erano presenti anche i parenti e alcuni del comune ma non hanno potuto fare nulla... è una persona in grado di intendere e di volere, non lo si può toccare, ognuno è libero di vivere o morire come vuole, anche se questo ci può fare un pò pensare.
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Gio Set 03, 2009 4:56 pm

si ma esistono delle norme che tutelano la decenza pubblica, la pubblica sicurezza,l' igiene pubblico e che disciplinano l'assistenza sociale.

se quella persona rimane in quello stato non credo che sia la migliore soluzione.non è vero che non ci si può fare niente.non è vero che un apecchiese deve essere lasciato morire come un cane....

se non si è in grado di risolvere questa questione non si dica che non ci si può fare niente.è cosa ben diversa.
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Gio Set 03, 2009 8:54 pm

Guarda Giacomo...Ti posso dire con certezza che era nel volere di tutti portare in un centro Mammi...Come dice Gloria, erano presenti i parenti, il sindaco, gli assistenti sociali, i carabinieri, I medici della Usl e tanto di ambulanza pronta per trasferirlo.....Dopo un colloquio però hanno stabilito che Mammi è una persona perfettamente in grado di intendere e di volere e per questo non la si puo obbligare a trasferirsi in un centro....Capisco che ormai da molti anni versa in condizioni pietose, che la sua casa è invasa dai gatti (alcuni morti) e da escrementi ma non credo sia un problema dell'amministrazione comunale se questa persona ancora oggi gira liberamente come se nulla fosse, in pericolo per la sua e l'altrui salute....Se c'è un referto medico che indica che questa persona è in grado di intendere e di volere, il problema sta probabilmente in una legge non chiara (come siamo abituati in Italia) che purtroppo non aiuta a far luce sull'evidenza....Posso dirti con certezza che i parenti sono i primi a volere il trasferimento del paziente in un centro, ma ogni volta trovano questo assurdo impedimento.....
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Gio Set 03, 2009 8:57 pm

Se le cose si vogliono ottenere si ottengono e la situazione attuale è la peggiore sia per lui che per tutti.quindi va cambiata.

TSO NO?
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Gio Set 03, 2009 9:28 pm

Bostrengo,mi dici cos'è successo di preciso?
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Ven Set 04, 2009 6:55 am

Mammy non ha bisogno di TSO. Ha bisogno di qualcuno che gli tenga la casa decente e di un piatto di minestra.
Ci sarà pure una legge "antidiffusione del colera" che consente a qualcuno, una volta la settimana, di passare un po di varichina per la casa? Sfruttiamo quella e lasciamolo campare!
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Ven Set 04, 2009 7:35 am

d'accordissimo con alvin. il tso non serve a un cazzo dai, cosa gli fanno in una settimana? è stato un giorno all'ospedale e manco l'hanno pulito!!
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Ven Set 04, 2009 11:30 am

x Marcella: il Mammì l'altra sera era davanti all'Eleonora molto ubriaco ed è caduto. così è stata chiamata l'ambulanza perchè lo portasse in ospedale,ed è quello che successivamente è stato fatto. L'ambulanza è stata chiamata perchè versava in condizioni pietose e c'era la speranza,almeno in qualcuno, che gli dessero na pulita.

x Bostrengo: io ti dò piena ragione sul fatto che una persona non può essere lasciata così, ma la colpa non è di nessuno di noi, è del sistema italiano che prima di agire ha sempre bisogno di una disgrazia. Se fosse diverso allora non esisterebbero più nemmeno i barboni, che poi oggettivamente è quello che è il mammì.
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Ven Set 04, 2009 11:38 am

Per me ha bisogno di una cosa come quella di Francesco.
Ogni tanto torna a casa ma è comunque seguito perchè ha bisogno,proprio come Mammì. Pensate che lui lasci entrare una donna per pulire o fare da mangiare? Follia!!
Pensate che basti andarci qualche volta? Ci saranno le nutrie sotto il letto!!! Forse,se proprio non vuole andare via da Apecchio,gli basta andare all'ospizio,dove mangerà e sarà pulito tutti i giorni senza gatti!!!! Ma di certo non è persona da lasciare sola a casa e questo da un pezzo.
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Ven Set 04, 2009 11:40 am

X Alvin: se è davvero una persona in grado di intendere e di volere non dovrebbe essere anche in grado di procacciarsi del cibo?

la pulizia è una cosa a parte, uno può vivere anche con una doccia all'anno, ma mangiare è una questione di primaria importanza e se la persona in qustione non ha più questo stimolo a mio parere non è in grado di volere.

questo è quello che penso,non ne so niente in materia e se qualcuno potesse spiegrmi ne sarei veramente contenta.
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Sab Set 05, 2009 5:25 am

Vedo che comunque state condividendo il fatto che così non va lasciato...
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Sab Set 05, 2009 7:28 am

x Gloria: Né io né nessun altro consideriamo Mammy "normale". Ma non é un pazzo da camicia di forza.
Il TSO di solito significa "ricovero in Psichiatria", quasi sempre dosi massicce di tranquillanti e sonniferi, nessuna "cura vera", impossibile in una settimana, poi di nuovo a casa.
Mammy non è schizofrenico, non infastidisce, non fa danni alla comunità. Semplicemente non é autosufficente.
La Usl porta via i gatti, la mensa scolastica (o l'ospizio in estate) gli danno un piatto caldo, una rumena che gli fa una lavatrice e dà un botta alla casa e la vita di Mammy cambia da "insostenibile" a "dignitosa".
Spesso si dice "portatelo via" non perchè si sia convinti che sia la soluzione migliore, ma solo perché preferiamo non vedere!
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Dom Set 06, 2009 7:15 am

appunto
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Dom Set 06, 2009 11:20 am

A me invece piacerebbe vedere. Ho conosciuto Francesco prima e dopo e fa piacere quando dice che c'ha gli amici,che ha fatto la ragazza Very Happy ,che è contento quando li portano in sardegna,che scriverà una cartolina.... E' chiaro che è servito a qualcosa portarlo via.
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Dom Set 06, 2009 7:15 pm

infatti i parenti di Mammy da molto tempo lo vogliono portare via a Roma, dove lasciarlo a persone che se ne prendano tutte le dovute cure.....Ma è Mammy (considerato capace di intendere e di volere), che si oppone.....Comunque ora dovrebbe essere all'ospedale di Cagli...qualcosa si muove
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Lun Set 07, 2009 11:15 am

Ed è ora che,secondo me,dovrebbe intervenire il comune.
Adesso che non c'è dovrebbe mandare un'impresa a pulire.
Quando torna,se s'incazza,farà lù,quando è pulito è pulito.
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Lun Set 07, 2009 12:05 pm

ma ragazzi state scherzando???????? il sisco e jeff sono due elementi completamente differenti .il primo sta' male e va aiutato assolutissimamente.il secondo oltre che menare, non ha mai fatto niente per quasta societa',se si vuole cagare addosso tutte le sere faccia pure.ma vi prego non sprecate un viaggio in ambulanza per un'essere del genere. la vergogna e' che prende pure la pensione.l'unica soluzione:l'eliminazione!
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Lun Set 07, 2009 2:42 pm

x Marcella......Limpresa c'è gia stata circa 2 settimane fa....praticamente disinfestazione totale....Hanno portato via un mucchio di roba...
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Lun Set 07, 2009 3:01 pm

Te, Ognibotta, sei fuori come un citofono!cheers
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Papaia
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   Lun Set 07, 2009 3:11 pm

oste ciuf quant sei matt!!!!!!!!
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MessaggioTitolo: Re: Lettera al Comune, disagio sociale   

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Lettera al Comune, disagio sociale
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