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xetrix
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MessaggioOggetto: SAGGI E ARTICOLI...   Mar Giu 30, 2009 9:28 am

PROPONGO UN POST DOVE OGNUNO DI NOI INSERISCE I MIGLIORI ARTICOLI CHE TROVA IN GIRO SU INTERNET O NEI GIORNALI DI MODO CHE (come mi è stato rimproverato un pò di tempo fa) NO SI INTASANO GLI ALTRI POST.


COME INIZIO VI PROPONGO QUESTO MAGNIFICO ARTICOLO USCITO 2 VENDERDI FA MI PARE SULL'ESPRESSO DEL GRANDE EUGENIO SCALFARI RIGUARDO IL CONGRESSO DI CONFINDUSTRIA E DEI GIOVANI INDUSTRIALI E DI COME SI SONO COMPORTATI QUEL GIORNO PROPRIO QUESTI GIOVANI, PER POI FARE UNA BELLA ANALISI SU QUESTA NOSTRA FUTURA CLASSE DIRIGENTE:


APPLAUDIRE TUTTO E IL SUO CONTRARIO
di Eugenio Scalfari

È successo al convegno ligure dei giovani industriali. Dove una classe dirigente ha mostrato di considerare la coerenza come un optional Emma Marcegaglia al Congresso
dei giovani imprenditoriLa scorsa settimana, al convegno dei giovani industriali che gremivano la sala e i garage di quella amena costiera ligure, tutti gli occhi del pubblico, delle telecamere e dei fotografi erano puntati sul premier Silvio Berlusconi, sul ministro del Lavoro, Sacconi, sugli altri pezzi da novanta del governo e del Pdl e naturalmente sulla padrona di casa, Emma Marcegaglia.

La signora Guidi che rappresenta gli juniores di Confindustria, è intelligente, spigliata e bionda. Il suo compito è importante: addestrare e selezionare gli juniores che saranno domani il nerbo della Confindustria e di un gruppo che, oltre a difendere i suoi legittimi interessi, pone la sua candidatura a far parte della classe dirigente del paese, cioè ad avere una propria visione d'una cultura, d'uno spirito civico, d'una morale pubblica e insomma del bene comune.

Tutto ciò per dire che pochissimi cronisti, anzi nessuno salvo quelli di 'Repubblica' e de 'L'espresso' ci hanno raccontato la platea di quel convegno. Eppure era quello il vero spettacolo, erano quei giovani tra i 25 e i 40 anni i veri protagonisti di quell'incontro. In loro sono riposte le speranze della Confindustria, del vasto mondo associativo che le ruota intorno, dei loro genitori e delle loro famiglie ed anche di quella parte del paese di cui gli industriali rappresentano (dovrebbero rappresentare) la spina dorsale.

Ebbene, quella platea era molto più che deludente: era deprimente, disperante e molte delle sue prese di posizione prive di senso.

Alcuni di loro, interrogati dai cronisti, non sapevano che fino al 1943 la Libia è stata una colonia italiana. Hanno accolto con ovazioni da stadio la frase del ministro del Lavoro quando ha vigorosamente incoraggiato i giovani laureati ad accettare incarichi da imbianchino invece di lamentarsi. Con altrettante ovazioni hanno salutato il premier quando ha detto: "Sono uno di voi, il vostro programma è il mio" (lo dice sempre e a tutti, perfino ai pompieri, ai ferrovieri e ai coltivatori diretti).


Ma l'ovazione più intensa si è avuta quando Berlusconi ha incoraggiato gli inserzionisti a non acquistare spazi pubblicitari su quei giornali che diffondono calunnie su di lui e pessimismo sulla politica economica del governo "il quale ha fatto tutto quello che doveva e poteva fare per arginare la crisi e farà tutto quello che potrà e dovrà nel prossimo futuro". Su questa frase si sono spellati le mani.

Su tutto quanto precede vorrei dal canto mio fare alcune riflessioni.

1. Un imprenditore ha pieno diritto, come qualsiasi altra persona, di curare e sostenere i propri interessi, quelli dell'azienda da lui guidata, quelli del gruppo sociale del quale si sente parte.

2. Un imprenditore ha pieno diritto, come qualsiasi altra persona, di essere scarsamente colto e di non conoscere la storia del suo paese.

3. Un imprenditore ha pieno diritto, come qualunque altra persona, di applaudire fervidamente tutto e il contrario di tutto e - tanto per fare un esempio - di consentire fragorosamente con il premier che rivendica d'aver fatto il possibile per sostenere le imprese e applaudire con la stessa intensità la Marcegaglia che contesta l'affermazione dimostrando che il governo ha fatto poco più di niente e delineando un programma da attuare entro i prossimi cento giorni senza di che l'economia italiana andrà a scatafascio.

Il giudizio tuttavia è ben diverso se quel gruppo di cittadini-imprenditori rivendica la propria appartenenza alla classe dirigente del paese. Una classe dirigente non ha diritto all'incultura, deve conoscere almeno la storia moderna e l'educazione civica. Deve conoscere la Costituzione. Deve conoscere i rudimenti della legislazione fiscale ed economica vigente.

Una classe dirigente che tributa ovazioni a chi invita i laureati a lavorare da imbianchini non è evidentemente all'altezza del suo compito.

Una classe dirigente reclutata tra capi di imprese che si spellano le mani quando il capo del governo, proprietario di aziende editoriali, invita gli imprenditori a tagliare la pubblicità a giornali che gli sono politicamente ostili, ignora che cosa sia la turbativa di mercato, la concorrenza sleale e perfino l'aggiotaggio.

Infine una classe dirigente non ha diritto di considerare la coerenza come un optional. La coerenza fa parte integrante della logica e una classe dirigente illogica e irrazionale è esposta alle peggiori avventure, come del resto la storia dell'Italia moderna dimostra ampiamente.

Tutte queste osservazioni, ispiratemi dal comportamento della platea degli juniores di Santa Margherita, sono state da me portate a conoscenza in una alquanto concitata conversazione telefonica con il presidente dei giovani industriali. Ad un certo punto la signora Guidi mi ha detto che su alcuni atteggiamenti lei non concorda con i suoi rappresentati. Le ho chiesto di specificare su quali non concorda e di dirlo pubblicamente.

Spero che lo faccia e che utilizzi, se lo riterrà opportuno, le pagine di 'Repubblica' e de 'L'espresso'. Spero anche che, tra i punti di dissenso con la platea da lei rappresentata, ci sia anche l'invito al boicottaggio pubblicitario formulato da Berlusconi a danno d'una società editoriale quotata in Borsa. Incitamenti del genere non ci sono mai stati a memoria d'uomo in alcun paese democratico dell'Occidente.
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Gio Lug 02, 2009 2:51 pm

QUANDO LE DOMANDE LE FACEVA LA LEGA
di Marco Travaglio

Pochi anni fa, anche 'La Padania' faceva domande al premier. Per l'esattezza, il 10 luglio del 1998 l'house organ bossiano titolava in prima pagina 'Berlusconi mafioso? 11 domande al Cavaliere'. E oggi ci si lamenta di "Repubblica" e de "El Pais" Raduno della Lega a VeneziaDopo le elezioni europee è forse il caso di ripulire il vocabolario della lingua italiana da alcune espressioni intraducibili e gravemente nocive per la salute della nostra democrazia. La sconfitta del Pdl, il raddoppio di Di Pietro e il recupero in extremis del Pd sugli ultimi deprimenti sondaggi insegnano che il cosiddetto 'antiberlusconismo' paga, quando è ancorato a problemi seri e reali: solo che non si chiama antiberlusconismo, ma 'opposizione'.

L'idea, curiosamente comune a Berlusconi e a Franceschini, che la 'demonizzazione' mediatica del Cavaliere sugli scandali Noemi e Villa Certosa l'avrebbe favorito, s'è rivelata una fesseria. Anche perché non di 'demonizzazione' si tratta, ma di 'informazione'. Porre domande e pretendere risposte sulle bugie del premier è un'attività molto diffusa nella stampa del resto del mondo.

In anni non lontani, quando il Truman Show berlusconiano non aveva ancora inghiottito l'intero Paese, al Cavaliere faceva domande persino 'La Padania', organo della Lega Nord, che poi ha tentato invano di cancellarne le tracce dall'archivio informatico.

L'ha ricordato Stefano Corradino sul sito di Articolo 21, riportando gli 11 quesiti lanciati nel 1998 dall'house organ bossiano, che fanno impallidire quelli di 'Repubblica' sul caso Noemi. 'Berlusconi mafioso? 11 domande al Cavaliere', titolava in prima pagina 'La Padania' il 10 luglio di undici anni fa. Roba che nemmeno l''Economist' o 'El Pais'. Roba che servì a Roberto Calderoli,allora antiberlusconiano sfegatato, per presentare una raffica di interrogazioni parlamentari.

"Basta", tuonava Max Parisi, "con la manfrina sulle vicende giudiziarie, specialmente palermitane, di Silvio Berlusconi. È arrivata l'ora delle certezze definitive. Di seguito presento al signor Berlusconi una serie di domande invitandolo a rispondere nel merito con cristallina chiarezza, affinché una volta per tutte dimostrari - se ne è capace - che con Cosa Nostra non ha e non ha mai avuto nulla a che fare.


Le domande non prendono spunto dalle parole dei pentiti. Si basano su personali indagini e documenti amministrativi che in ogni momento - se lo riterrà - potrò inviarle perché si sinceri della loro autenticità... Punto per punto, nome

per nome. È un'occasione d'oro per farla finita una volta per tutte. D'ora in poi il silenzio non le è più consentito né come imprenditore, né come politico, né come uomo". E giù botte da orbi su proprietà, affari e malaffari, conflitti d'interessi, rapporti con mafiosi. Lo sventurato non rispose, anzi querelò. Poi ritirò la denuncia

due anni dopo, quando ricucì con Bossi. Ora, siccome si attende entro l'estate la sentenza d'appello del processo all'on. Marcello Dell'Utri, condannato in primo grado a 9 anni per mafia, qualche esponente dell'opposizione potrebbe rilanciare le 11 domande padane. Ed eventualmente aggiungerne una dodicesima per gli onorevoli leghisti: perché avete smesso di porle? Un calo di curiosità?
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Gio Lug 02, 2009 3:01 pm

PER TUTTI IL KIT VILLA CERTOSA
di Michele Serra

Il governo sta pensando una legge quadro perché tutti gli italiani facciano proprio il senso di ospitalità del nostro premier 'Siamo tutti come Silvio': è la nuova strategia difensiva suggerita da 'Libero', che vede nel premier la summa dei piccoli, simpatici difetti degli italiani: chi di noi non ha mai ricevuto nella sua villa sarda una motonave carica di bagasce? Il governo ha allo studio una legge-quadro che consentirà a tutti i cittadini di
unirsi al clima spensierato e socievole incarnato dal presidente del Consiglio.

Pensionati È previsto un vero e proprio 'kit villa Certosa', anche se proporzionato all'alloggio dell'utilizzatore finale, in genere un bilocale. Ogni pensionato potrà ricevere una prostituita anziana, trasportata su un Ape di Stato, e farle visitare le petunie sul balcone. Un piccolo vulcanetto portatile, grande come un barbecue e alimentato a carbonella, potrà essere acceso nel tinello per brevi momenti: viene fornito con un estintore e due maschere antigas. In omaggio anche un petardo per lo spettacolo serale di fuochi pirici. La vista sul mare è assicurata da un poster. Un fotografo comunale, dal marciapiede di fronte, farà un paio di scatti per dare modo al pensionato di gridare al complotto quando la moglie, rientrando senza preavviso, lo trova nudo che canta 'Vincerò'.

Abbienti L'offerta governativa prevede, in questo caso, molti optional. Nell'offerta 'prestige' la prostituta arriva con la sorella, che cucina qualcosa mentre l'incontro è in atto. Nell'offerta 'executive', oltre alla sorella c'è anche il cognato metronotte, in divisa da lavoro, che assiste all'amplesso dando l'impressione dell'orgia. Il trasporto delle ragazze è assicurato da una piccola flotta di golf-car identiche a quelle di Villa Certosa, che nell'offerta 'platinum' saranno guidate da un funzionario del ministero dei Trasporti. Massimo lusso per l'offerta 'premier': le ragazze arrivano sventolando un biglietto d'aereo anche se sono venute a piedi, e portano una bottiglia di champagne, un esponente del governo ceko in visita ufficiale e un avvocato.


Vip Oltre alla presenza di Topolanek in persona, sono garantite molte ragazze (prenotabili nel taglio 'dozzina' o 'mezza dozzina'); veri viaggi in aereo anche se abitano nello stesso quartiere dell'utilizzatore finale; un cd che imita il suono dell'elicottero; un cantante napoletano; un vero vulcano artificiale, modello Pompei, con lava autentica e comparse che fuggono urlando "si salvi chi può"; e la visita finale, a sorpresa, di un sosia di Berlusconi, che si congratula con il padrone di casa e gli molesta la figlia.

Condomìni Le orge condominiali dovranno essere segnalate all'amministratore, che potrà richiedere il rimborso del 50 per cento dei costi sostenuti: dalla retribuzione del personale femminile all'acquisto di fruste e manette alle spese per la lavanderia. Gli inquilini potranno accoppiarsi liberamente anche nelle parti comuni (androne, vano scale, cortile) avendo cura di rimettere al loro posto gli zerbini e i vasi di piante eventualmente urtati nel corso del rapporto. È vietato l'uso dell'ascensore per trasportare materassi. Il decoro del caseggiato è affidato al buon senso dei partecipanti: sì agli inseguimenti per le scale vestiti da Batman, no ai giochi erotici che prevedono urla sguaiate dopo la mezzanotte.

Surprise Il kit 'surprise' è stato pensato dal premier in persona, ed è molto adatto per clienti spiritosi e amanti dell'insolito. Arriva a casa un enorme scatolone dal quale può uscire qualunque cosa: ballerine di flamenco, travestiti, miss Universo, marinai ubriachi, toreri, tori (nel periodo della monta), alpinisti, preti, olandesine, massaggiatrici cinesi, meteorine. Il padrone di casa farà buon viso a ogni possibile sorpresa, mostrandosi all'altezza di quello spirito di ospitalità che ci ha resi famosi nel mondo, specialmente nella Repubblica Ceka.
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Gio Lug 02, 2009 8:38 pm

Mi piace l'idea...
Io leggo tutti i giornio 2 o 3 giornali (lo ammetto anche uno di cazzatelle sportive). Ora non ho sotto mano l'articoletto che vorrei segnalare ma ne faccio un piccolo riassunto.
Un tizio di Napoli è andato in vacanza a Palermo in un Hotel 5 stelle, al momento del conto finale gli è stato detto che non accettavano carta di credito, nè tantomeno assegni, ma solo contante e la ricevuta rilasciata a penna indicava fattura n° mi sembra 500 circa (siamo a Luglio). Fin qui semplice evasione fiscale direte voi? E no.. il ns amico è tornato a Napoli ed è andato a fare denuncia alla finanza; qui gli hanno risposto che era competenza del comando di palermo. Lui gli ha chiesto di inviare a Palermo la documentazione via mail e... udite ..udite.. gli hanno risposto che non avevano l'indirizzo mail per farlo. Potevano provare con i segnali di fumo... povera piccola Italia
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Ven Lug 03, 2009 9:52 am

FOLLIA E FEROCIA DEL CALCIO
di Giorgio Bocca

Dal 'taca la bala' di Herrera allo 'zero tituli' di Mourinho. Nella Milano 'capitale' che ha sempre coltivato un debole per i giocolieri, gli artisti, gli avventurieri arrivati da fuori e rifiutati da altre città più severe.
Personaggi esemplari della rivoluzione plutocratica, come la chiamano, del trionfo del lusso, sono gli allenatori di calcio delle grandi squadre italiane. Il capostipite fu Helenio Herrera, un picaro spagnolo genialoide che fece innamorare il presidente dell'Inter Angelo Moratti, ballerino di tango e imprenditore arricchitosi con il commercio del petrolio. Il picaro fu il primo a trovare la formula magica: far comprare i giocatori migliori e creargli attorno una rete di pratiche magiche, portafortuna, scongiuri, evviva a uso calcistico. Così tappezzava gli spogliatoi dell'Inter, squadra milanese, con dei cartelli incitanti alla vittoria e alla perfezione, subito scambiato da una stampa incline alla retorica per un mago infallibile e dalle mille astuzie. Il suo celebre motto era 'taca la bala', per dire di non mollare mai il pallone, anticipi agli avversari, non dargli respiro, che è un'ottima regola a patto che tu abbia assoldato quelli con i polmoni più forti e garretti d'acciaio. Ma ai tifosi, cioè al popolo sempre in attesa di miracoli e superstizioni, andava benissimo.

Ora al seguito di Herrera è arrivato in Italia, sempre all'Inter di cui è presidente un figlio di Angelo Moratti, un altro geniale e scaltro pallonaro di quelli che uniscono l'eccellenza del mestiere all'invenzione del filo per tagliare il burro, di nome José Mourinho, un altro picaro, portoghese questo, che ha esordito come venditore di sogni parlando ai giornalisti meneghini, miracolo, in italiano, non importa se un grammelot da teatro dell'arte. E ha incantato l'uditorio con una frase diventata subito famosa in tutta l'Italia sportiva: "Non sono mica un pirla", in cui il Paese del melodramma ha riconosciuto l'arguzia di Arlecchino servo di due padroni. E avendogli il Moratti figlio, pure lui un petroliere, comprato una legione straniera di campioni e ridotto a uno solo la partecipazione italiana, ha fatto ciò che ogni allenatore di buon mestiere avrebbe fatto: ha vinto il campionato, lo scudetto, ricompensato con uno stipendio miliardario in vecchie lire, che in questi tempi di rivoluzione plutocratica e di bonus manageriali astronomici è stato apprezzato anche dai poveracci che affollano le curve degli stadi e dai borghesi delle tribune. E il lautissimo stipendio ha aumentato la sua popolarità anche perché Mourinho le ha aggiunto quel tanto di arroganza che nell'era manageriale è di moda. E il duca di Mantova, il presidente dell'Inter Moratti, si è deliziato ai capricci del suo giocoliere di corte, che ora si stizziva per non essere abbastanza lodato, ora minacciava con formule sibilline di andare a cantare in altra corte, da tutti citato per qualsiasi cosa strampalata dicesse, come "zero tituli", per dire che gli altri allenatori non avevano vinto nessun trofeo.


Strana città Milano, per generazioni si disse che era la 'capitale morale' del Paese, senza nessun riferimento all'etica, per dire che era la capitale di fatto. Ma essendo di fatto la città guida dell'economia e dell'industria ha sempre coltivato un debole per i giocolieri, gli artisti, gli avventurieri arrivati da fuori e rifiutati da città più severe come Torino o Genova.

Il Milan, l'altra grande squadra, è un pittoresco clan di mangiatori di 'feijoada' brasiliani, dove il sultano Berlusconi ha potere di vita e di morte. Non c'è nulla di più feroce delle trasmissioni e dei dibattiti calcistici, con qualche padrone con il pollice verso e qualche gladiatore licenziato.
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Ven Lug 03, 2009 1:41 pm

QUESTO G8 E' UNA VERGOGNA


di Flavio Lotti DA WWW.ARTICOLO21.INFO



Incredibile, ma vero. Il G8 costa più dell’intero bilancio che l’Italia dedica alla lotta alla povertà. 400 milioni di euro contro i miseri 321,8 milioni stanziati quest’anno dal governo italiano per lottare contro la morte per fame e la miseria nel mondo. Una vergogna che getta un’ombra inquietante sul vertice che si sta per aprire a L’Aquila. Nonostante il fumo mediatico che è stato innalzato attorno a questo evento, lo scandalo non può essere cancellato. Quest’anno ci sono cento milioni di persone in più che muoiono di fame e il nostro governo butta 400 milioni di euro o forse più per organizzare un vertice. Salvo poi dire che la crisi gli impedisce di mantenere gli impegni internazionali contro la povertà. O, peggio ancora, fare, come accadrà all’Aquila, nuovi annunci e distribuire nuove promesse. Tutto questo è intollerabile.

E’ noto che i problemi dell’umanità non si risolvono con i vertici. Ma con un lavoro quotidiano sistematico e coerente in istituzioni internazionali democratiche ed efficienti. E tuttavia, se davvero fosse necessario riunire gli otto paesi più industrializzati, si potrebbe fare, senza troppi costi aggiuntivi, in una delle tante sedi istituzionali esistenti nel mondo.

Il problema è ancora più serio, perché in un mondo che cambia rapidamente, la formula (G8) è ormai palesemente obsoleta. Tant’é che dal G8 si sta rapidamente passando al G20 e ogni anno gli organizzatori di turno sono costretti ad allungare la lista degli invitati.

Per questo al primo punto dell’Agenda del G8 dell’Aquila ci dovrebbe essere un obiettivo ragionevole: abolire queste costosissime parate annuali inconcludenti e investire sulle istituzioni internazionali (democratiche o da democratizzare) come l’Onu che possono davvero fare la differenza.

In attesa che il sogno si avveri, vale la pena di ricordare che:

1. i “grandi” che s’incontreranno in Italia detengono potere, risorse e mezzi in grado di determinare, nel bene e nel male, le condizioni di vita e il futuro di tanta parte dell’umanità. Su di loro pesa come un macigno la responsabilità di aver fatto tante promesse e di non averle ancora mantenute. Non basterà una foto sulle macerie del terremoto per liberarsene;



2. nei prossimi giorni, all’Aquila, si consumerà una grande messa in scena mediatica sulla pelle dei terremotati che forse riceveranno in dono il restauro di qualche monumento ma non quello che più desiderano: una ricostruzione certa e condivisa. Se dopo il terremoto, Berlusconi avesse annullato il G8 e versato la somma risparmiata agli sfollati dell’Abruzzo i benefici sarebbero stati più grandi ed efficaci;


3. nessuno conosce davvero i conti di questo G8. Bertolaso ha detto che sono stati impegnati 500 milioni di €. Poi si è parlato di risparmi ma la confusione delle cifre è totale. Una gran parte è stata spesa in Sardegna. Qualche decina di milioni sono stati spesi per le riunioni preparatorie. Altri sono stati spesi all’Aquila per accogliere e proteggere i leader mondiali. Altri ancora ne verranno spesi in questi giorni. Possibile che nel nostro paese non si possa sapere realmente quanto ci è costato questo G8? Da dove sono stati presi i fondi? A quali altre attività sono stati sottratti? Il Parlamento dovrebbe esigere un bilancio completo e dettagliato. Indovinate un po’ chi pagherà il conto?
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Lun Lug 06, 2009 10:19 am

E' molto lodevole e interessante l'iniziativa di riportare gli articoli di giornale, ma non pensate sia meglio riportare un breve riassunto che consenta poi di aprire un dibattito. Io penso che chi ha poca voglia di leggere (e quindi non compra i giornali) non si sforza neanche per gli articoli riportati nel forum. Così perdiamo una bella occasione per far sapere le notizie che le tele non trasmettono e che la gente dovrebbe sapere.
Comunque io userò il sistema del riassunto...
In questi giorni è apparsa su alcuni giornali la notizia che Ecclestone (il padrone assoluto dell F1) ha rilasciato una
intervista ad alcuni tabloid inglesi nella quale esalta le capacità dovernative e organizzative di Hitler e anche di Saddam, facendo anche capire che il genocidio dei campi di sterminio sia stato uno dei pochi eventi sfuggite al controllo di Hitler.
Commento: già la F1 non mi stava tanto simpatica ora la disprezzo del tutto (tornerò alla mia semplice antipatia quando questo ignobile miliardario si sarà levato dai c...oni)
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Lun Lug 06, 2009 4:17 pm

non hai tutti i torti ma non di tutti gli articoli è facile fare un breve riassunto oltre a richiedere anche un pò di tempo per farlo e non sempre se ne ha di tempo...

riassumendo un articolo di scalfari non credo sia facile mantenere la bellezza del suo pensiero, non si tratta di articoli di cronaca quelli che ho messo finora ma di commenti,di idee, e quelle non si possono riassumere, ecco perchè li ho postati così come sono.

speriamo che la gente li legga, anche perchè dai non si tratta mica di leggere guerra e pace insomma... Smile
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Lun Lug 06, 2009 5:00 pm

Riguardo a Ecclestone e Hitler:
giorni fa ho letto sul televideo quest'articolo,penso che erano le parole originali di Ecclestone,in quanto erano tra virgolette,adesso non me le ricordo più benissimo ma ricordo che leggendo i titoli sembrava che parlasse Goebbels o Borman,poi invece leggendo tali frasi tra virgolette era tutto più diplomatico:Ecclestone ha premesso la sua dissapprovazione e voleva dire solo che senza "intralci" ci si può organizzare molto meglio, a grandi linee.
Nella sua MOSTRUOSITA',il sistema dei campi di sterminio aveva un 'organizzazione che rasentava la perfezione,questo purtroppo bisogna ammetterlo,e ricordiamoci che non esistevano i computer...
Penso che se una persona o cosa ha un pregio,non gli si può negare solo perchè ha 100 difetti,elencherai i 100 difetti, però dovrai ammettere anche il pregio.
Comunque gran parte dei giornalisti non vedono l'ora che scoppi il caso negativo per poter ricamarci sopra,fregandosene della reputazione di tutti e dell'etica in generale,anche mettendo parole non dette in bocca alle persone!
Che palle!

Però Doc non capisco il nesso tra l'intervista un pò ambigua del patron della F1 ,con l'odio per la stessa...sarebbe come odiare l'Italia perchè a uno gli sta antipatico Berlusconi...
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MessaggioOggetto: SONO D'ACCORDO   Lun Lug 06, 2009 5:16 pm

SONO D'ACCORDO al100% con DOC.
Esaltare le capacità organizzative di individui che hanno usato le stesse per compiere stermini non mi sembra molto intelligente,visto anche la posizione di rilievo che ricopre.
X CAMPENA è difficile restare attaccati a delle cose quando chi le rappresenta fa uscite di questo genere.
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DocMassimo
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Lun Lug 06, 2009 7:26 pm

Ammetto l'esagerazione mia, che però nasce dalla noia che l'evento sportivo (?) F1 ha esasperato in me da svariati anni.
Per il resto... se anche fosse stato San Francesco a programmare i campi di sterminio, uno che ha sicuramente fatto 1000 cose buone, lo disprezzerei profondamente. Sono fermamente convinto che nessuna capacità tecnicistica o di altra tipo meriti rispetto e/o considerazione se partorita da menti così palesemente diaboliche che oltrepassano i limiti della ns umana possibilità di interpretazione.
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Mar Lug 07, 2009 9:27 am

per campena

mi risulta che la "grande" IBM forniva già ai tempi ai nazisti un sistema tipo computer che funzionava a schede perforate...tutta sta gran testa per organizzare non la vedo.
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Mar Lug 07, 2009 10:29 am

LA MORALE CORRENTE

di Giorgio Bocca

Chi ha pagato le spese delle feste di Berlusconi? Quanto è costato il servizio poliziesco di protezione nei luoghi di 'Gomorra' e dei Casalesi? E i soldi per il G8 alla Maddalena sono serviti pure per la campagna elettorale? Gli italiani hanno perso con il modo di governare berlusconiano la cognizione di ciò che appartiene al privato o al pubblico. In parole semplici: di ciò che va pagato dallo Stato e di ciò che tocca al premier.

A Capodanno, riferiscono le cronache più o meno piccanti, ci fu a villa Certosa, residenza estiva del primo ministro, una festa di difficile definizione: mondano-partitica, estetico-elettorale, di formazione politica o di alta ruffianeria. Sessanta avvenenti signorine furono trasportate in aereo da Roma alla Sardegna, ospitate per due giorni nella villa e istruite ai fondamentali della politica (quali esattamente non si è capito, se alla ricerca del consenso o allo studio della Costituzione).

Che la festa sia avvenuta è certo, perché una delle peculiarità per cui Silvio è famoso è quella di fare scandalo, ma di farlo documentare e pubblicizzare dai suoi giornalisti e fotografi di fiducia, per esempio dal giornale di gossip 'Chi' che è diventato un vero house organ della casa, decisivo nella formazione della sua immagine.

Chi ha pagato le spese? Ci voleva pochissimo a saperlo: se lui di tasca sua, se il suo partito per l'uso politico delle veline candidate alle elezioni, se qualche azienda pubblica, se il ministero degli Interni che deve provvedere alla sicurezza del premier e dei suoi ospiti. Nessuno nei giornali o nelle televisioni ha creduto opportuno chiederlo. La rivoluzione plutocratica vincente, il trionfo del lusso che ormai fa parte del costume contemporaneo lo sconsigliavano.

Nessuno che abbia chiesto quanto sia costato il servizio poliziesco di protezione, come nessuno se lo è chiesto per la festa napoletana per il compleanno di Noemi, anche se era di pubblica conoscenza che il ristorante e la zona erano stati blindati da agenti e mezzi questurini. E qui il rischio era ben più forte che in Sardegna: fare un banchetto nei luoghi di 'Gomorra' e dei Casalesi, essere attorniato per le fotografie ricordo da decine di sconosciuti, era un po' giocare alla roulette russa.


Anche qui silenzio e ossequio al volere del potente cui il popolo ha delegato il governo. È lo stesso ragionamento che si fa per la legge ad personam, il lodo Alfano, per cui Berlusconi è esente durante l'incarico da ogni inchiesta giudiziaria: come farebbe a governare, dicono, se dovesse correr dietro a tutti i processi istruiti da una magistratura in mano ai comunisti?

In fatto di etica, di rispetto dell'opinione pubblica, i politici si adeguano a quella che viene chiamata la morale corrente, che in pratica è la negazione della morale, la propensione umana a chiedere allo Stato tutti i benefici e dare in cambio il meno possibile.

Quando la morale corrente nella classe dirigente aveva un minimo di rispondenza alla morale tout court, Quintino Sella la sera spegneva le luci al ministero delle Finanze, Luigi Einaudi e Alcide De Gasperi accettavano di essere processati per le accuse di lesa patria di un giornalista come Guareschi, e il povero Ferruccio Parri dormiva su una branda in uno stanzino della presidenza del Consiglio. Era la chiarezza di una morale condivisa.

Ora chi si chiede più se i soldi spesi per il G8 alla Maddalena servissero più alla campagna elettorale del premier che alla politica estera, e se le 'opere del regime' tornate ogni sera in televisione, alcune spettacolari come l'inaugurazione del complesso per l'incenerimento dei rifiuti di Acerra con sapiente regia del nuovo duce che apre una tendina e appare il mostro divoratore d'immondizia, qualcosa di simile all'inaugurazione della bonifica pontina dei cinegiornali dell'epoca, con centinaia di trattori che appaiono sulla piana come un'armata provvidenziale, se le opere del regime, dicevo, sono una propaganda personale o no?
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Mar Lug 07, 2009 11:43 am

Xetrix mi hai preceduto.. stavo per riportarlo proprio adesso, pensa che figura di m.... se non mi accorgevo del tuo... Allora ne cito un altro della stessa rivista ...
Family day 12-5-2007 " Una manifestazione di questa importanza deve essere interpretata come un momento collettivo teso ad affermare la realtà cardine della nostra società e dell'Occidente: la famiglia"
Relatore l'on. Sadro Bondi... il quale adesso udite udite si separa dalla moglie...
Però per la verità lui è giustificato, l'ha fatto per solidarietà col suo capo indiscusso.
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Mar Lug 07, 2009 1:11 pm

ah certo tocca ricordare anche l'impegno profuso dal nostro premier per indire un giorno di festa importante come il family day....peccato che nello stesso periodo facesse feste con escort a palazzo grazioli o mega party con "amiche" a villa certosa, o perchè no una festicciola da una minorenne(appena maggiorenne) a portici...

sta proprio lavorando per la famiglia, peccato che nessuno gli ha detto che la famiglia cristiana non è proprio come quella islamica dell'harem....ma gliel'avrà detto Ghedini che da noi la bigamia è reato? speriamo di no sennò addio family day del prossimo anno....

Casini docet...(lui della famiglia ne ha fatto il simbolo del proprio partito..... Shocked )
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Mar Lug 07, 2009 4:42 pm

Guarda che mi sa che casini è separato!
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MessaggioOggetto: CASINI   Mar Lug 07, 2009 4:55 pm

CASINI è affezzionato alla famiglia,credo che sia alla terza moglie(o compagna)e poi io in Slovenia sono stato in un NIGHT CLUB di sua proprietà.
E' proprio il caso di dire che "predica bene e razzola male"
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Gio Lug 09, 2009 11:55 am

lo sapevo manni apposta ho fatto il riferimento..con la faccina shockata... Very Happy
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Dom Ott 11, 2009 1:14 pm

secondo me uno dei più begli articoli che abbia mai letto.

è lungo dunque non lo copio.

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/scalfari-editoriali/scalfari-11-ottobre/scalfari-11-ottobre.html
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Dom Ott 11, 2009 5:29 pm

ti quoto ! un'analisi così puntuale sul "Berlusconi" non l'aveva mai fatta nessuno

xetrix ha scritto:
secondo me uno dei più begli articoli che abbia mai letto.

è lungo dunque non lo copio.

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/politica/scalfari-editoriali/scalfari-11-ottobre/scalfari-11-ottobre.html
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MessaggioOggetto: Re: SAGGI E ARTICOLI...   Lun Mar 15, 2010 9:58 am

L'ossessione televisiva

di CURZIO MALTESE

La televisione conta poco o nulla nel consenso a Berlusconi? A parlare dei processi e degli scandali che riguardano il premier gli si fa soltanto un favore? Invece di rompere le tasche da anni a noi "antiberlusconiani", i professorini di liberalismo dovrebbero spiegare questi concetti al diretto interessato. Dalle intercettazioni pubblicate da Il Fatto e riprese da tutti, pare infatti che il Cavaliere non si occupi d'altro che di controllare la televisione e i suoi controllori.

Mentre il Pil crolla e i premi Nobel per l'economia pronosticano la bancarotta dello Stato italiano, il presidente del Consiglio trascorre le serate a "concertare" con il commissario dell'Agcom Giancarlo Innocenzi e con altri sottoposti il modo di chiudere Annozero, si sbatte per impedire in futuro l'accesso agli studi Rai a Eugenio Scalfari ed Ezio Mauro, ordina l'oscuramento perpetuo di Antonio Di Pietro, perde perfino tempo a spiegare a Minzolini che cosa deve dire nell'editoriale del giorno dopo. Tutto purché non passi nel servizio pubblico una mezza informazione sui processi e gli scandali che lo riguardano. Al resto, ci pensano i fidi direttori dei tiggì.

È un concentrato nauseabondo di regime quello che emerge dai dialoghi al telefono. Un padrone ossessivo e dittatoriale che impartisce ordini pazzeschi a un branco di servi contenti. Nel novembre scorso, alla vigilia di una puntata di Santoro dove figura fra gli invitati, Maurizio Belpietro, classico giornalista da riporto, telefona al padrone per informarlo che si parlerà del caso Mills. Berlusconi diventa una furia, chiama il suo uomo all'Autorità delle Comunicazioni, Innocenzi, e gli affida la missione di impedire la messa in onda del programma. Innocenzi chiama il direttore generale della Rai che un po' si lamenta ("nemmeno in Zimbabwe") ma poi illustra allo sprovveduto censore il sistema per bloccare Santoro. In futuro però, perché per impedire la messa in onda la sera stessa bisognerebbe fare un golpe. Ipotesi ancora prematura. Nel frattempo il premier del fare ha già sparso minacce e pressioni per mezza Italia e inviato in missione Letta da Calabrò, presidente dell'Autorità. Un copione simile si rivede ogni volta che Annozero affronta le questioni giudiziarie del premier, per esempio nei giorni della deposizione del pentito Spatuzza. In questo caso scatta anche la rappresaglia sotto forma di editoriale di Minzolini. Quello che teme chi vuole dimezzarne la professionalità. Ponendo un affascinante quesito matematico: si può dimezzare lo zero assoluto?

Ma qui nello Zimba, nemmeno Zimbabwe, si può tutto. Nessuno si scandalizza. Il direttore del Tg1 sostiene che sia normale per un giornalista prendere ordini dal presidente del Consiglio. "Altrimenti che giornalista sarei?". Quando si dice una domanda retorica. I professori di liberalismo invitano, come sempre quando si tratta di persone di rispetto, a non criticare (ovvero: "linciare") nessuno prima che siano provati i reati in maniera definitiva. Quindi, mai. In Italia infatti i processi a potenti da decenni non giungono a sentenza definitiva. In compenso la libera informazione italiana può sempre sfogarsi mettendo alla gogna mediatica qualsiasi anonimo poveraccio incappato in un'indagine su un delitto di periferia, senza suscitare le ire dei garantisti nostrani. Così com'è un costume diffuso in Europa, nel Nord America e finanche in molte democrazie africane e asiatiche, esprimere giudizi etici e politici sui comportamenti delle figure pubbliche addirittura - sebbene alcuni opinionisti indigeni non lo crederanno mai - in assenza di veri e propri reati.

Se dalle intercettazioni e dai comportamenti concreti del commissario Innocenzi e del direttore Minzolini, funzionario e dipendente pubblico, emerge una totale sottomissione a un capo politico, non c'è alcun bisogno di aspettare l'esito dell'inchiesta di Trani per dare un giudizio del loro operato. Almeno se si vuole continuare a fingere di essere un paese normale.

Peraltro, a volte queste cose accadono anche in paesi meno normali. Tanto per rimanere in tema, tre anni fa a Bulawayo l'arcivescovo Pius Ncube, anche in seguito alla protesta dei fedeli, rassegnò le dimissioni per potersi difendere "più liberamente e senza coinvolgere la Chiesa" in un processo per reati sessuali. Bulawayo è nello Zimbabwe.
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